Diplomatic, economic, and military cooperation between Russia and China is solid and continues to grow.
This trend is deeply troubling for US political and media elites, most of whom are fervent defenders of America's declining global hegemony.
They can hardly claim that Russian-Chinese cooperation was unpredictable, considering that Washington's clumsy and inept policies were the main cause, as many had predicted. The hostile measures that post-Cold War US administrations pursued against Moscow effectively pushed Russia into Beijing's arms.
Putin and other Kremlin leaders have repeatedly reminded US officials of the tacit assurances that President George H.W. Bush and his top advisers had given Moscow that NATO would not expand eastward after the incorporation of a reunified Germany. Instead of pursuing a conciliatory approach, Bush's successors took several provocative actions, including admitting former Warsaw Pact allies into NATO, along with several states that emerged from the ruins of Yugoslavia. These actions brought NATO and its military capabilities several hundred kilometers closer to the Russian border.
The Kremlin was particularly adamant that Washington avoid including Ukraine in NATO. Barack Obama ignored this, contributing to the overthrow of the democratically elected Ukrainian president in 2014 due to his moderately pro-Russian positions. Moscow then annexed Crimea and supported separatists in eastern Ukraine. Putin's government then escalated the conflict in February 2022, launching a larger-scale invasion of the neighboring country. The result was a US-led proxy war between NATO and Russia.
Washington's every effort to escalate the pointless confrontation failed miserably, as most nations in Asia, Africa, and Latin America refused to join the anti-Russian campaign.
Joe Biden attempted to engage China in the fight against Russia.
Xi Jinping, on the other hand, intensified bilateral cooperation with Moscow. He increased imports of Russian oil and natural gas. India made a similar move. The US-NATO strategy of economic strangulation against Moscow, largely based on depriving Russian companies of their usual markets in Central and Eastern Europe, failed.
Joint military exercises between Russia and China, especially those involving air and naval forces, became more extensive and frequent.
Washington largely ignored Beijing's concerns about intensifying diplomatic and military cooperation between the United States and Taiwan.
Both the Biden and Trump administrations adopted an overall hardline military policy toward the People's Republic of China and a US commitment to protecting Taiwan's security. Both administrations deliberately created a strong bipartisan consensus in Congress to support this policy.
The economic and strategic relationship between the United States and China remains tense.The political management of the relationship has been highly incompetent on the part of the American political elite.
In a multipolar international system, two countries with such different histories, cultures, and ideological orientations as Russia and China would be primed for difficult relations. The existence of a long border that has historically been the scene of bitter disputes and even outright wars over the centuries. Some PRC officials and many Chinese civilians still complain about Russia's forced occupation of Chinese territory along the Amur River during the 18th and 19th centuries. Clashes along the Amur River recurred in 1969, despite both Moscow and Beijing being under communist governments at the time.
US leaders have given up on dividing the two states, arguing that their neighbor represents the primary threat. Conversely, Russians and Chinese have come to the conclusion that the United States is their primary threat. This conclusion is particularly logical in the case of Russia, given Washington's bellicose and uncompromising approach on a range of issues over several decades.The United States, however, has pushed Russia into a bilateral alliance with China as its primary partner.
Many analysts believe Moscow dislikes being sidelined by powerful China.
American planners, if they change course, could further weaken the Russia-China strategic partnership.
(https://www.theamericanconservative.com /by Ted Galen Carpenter,Jun7,2016)
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Russia, Cina: la gestione incompetente degli americani
La cooperazione diplomatica, economica e militare tra Russia e Cina è solida e continua a crescere.
Questa tendenza è profondamente preoccupante per le élite politiche e mediatiche degli Stati Uniti, la maggior parte delle quali sono ferventi difensori dell'egemonia globale americana, in declino. Difficilmente possono affermare che la cooperazione russo-cinese fosse imprevedibile, considerando che le politiche goffe e inette di Washington ne sono state la causa principale, come molti avevano previsto. Le misure ostili che le amministrazioni statunitensi del dopoguerra fredda hanno perseguito nei confronti di Mosca hanno di fatto spinto la Russia tra le braccia di Pechino.
Putin e altri leader del Cremlino hanno ripetutamente ricordato ai funzionari statunitensi le tacite assicurazioni che il presidente George H.W. Bush e i suoi principali consiglieri avevano dato a Mosca, secondo le quali la NATO non si sarebbe espansa verso est dopo l'incorporazione della Germania riunificata. Invece di proseguire sulla linea conciliante, i successori di Bush hanno intrapreso diverse azioni provocatorie, tra cui l'ammissione nella NATO degli ex alleati del Patto di Varsavia, insieme a diversi stati sorti dalle macerie della Jugoslavia. Queste azioni hanno avvicinato la NATO e le sue capacità militari di diverse centinaia di chilometri al confine con la Russia.
Il Cremlino era particolarmente irremovibile sul fatto che Washington evitasse di includere l'Ucraina nella NATO. Barack Obama lo ha ignorato, contribuendo al rovesciamento del presidente ucraino eletto democraticamente nel 2014 a causa delle sue posizioni moderatamente filo-russe. Mosca così annesse la Crimea e sostenne i separatisti nell'Ucraina orientale. Il governo di Putin ha poi intensificato lo scontro nel febbraio 2022, lanciando un'invasione su scala più ampia del paese confinante. Il risultato è stata una guerra per procura guidata dagli Stati Uniti tra la NATO e la Russia.
Washington fece ogni sforzo per intensificare l'inutile confronto, fallì miseramente, poiché la maggior parte delle nazioni in Asia, Africa e America Latina si rifiutò di aderire alla campagna anti-russa.
Joe Biden ha cercato di coinvolgere la Cina nella lotta contro la Russia.
Xi Jinping invece ha intensificato la cooperazione bilaterale con Mosca. Ha aumentato le importazioni di petrolio e gas naturale russi. Una mossa simile è stata fatta dall'India. La strategia di strangolamento economico USA-NATO contro Mosca, basata in gran parte sulla privazione dei mercati abituali delle aziende russe nell'Europa centrale e orientale, è fallita.
Le esercitazioni militari congiunte tra Russia e Cina, soprattutto quelle che coinvolgevano forze aeree e navali, sono divenute più ampie e frequenti.
Washington ha in gran parte ignorato le preoccupazioni di Pechino riguardo all'intensificarsi della cooperazione diplomatica e militare tra Stati Uniti e Taiwan.
Entrambe le amministrazioni Biden e Trump hanno adottato una politica militare complessivamente intransigente nei confronti della Repubblica Popolare Cinese e un impegno degli Stati Uniti a proteggere la sicurezza di Taiwan. Entrambe le amministrazioni hanno deliberatamente creato un forte consenso bipartisan al Congresso per sostenere tale politica.
Le relazioni economiche e strategiche tra Stati Uniti e Cina rimangono tese.
La gestione politica è stata molto incompetente da parte dell'élite politica americana.
n un sistema internazionale multipolare, due paesi con storie, culture e orientamenti ideologici così diversi come Russia e Cina sarebbero candidati ad avere relazioni difficili. L'esistenza di un lungo confine che storicamente è stato teatro di aspre dispute e persino di vere e proprie guerre nel corso dei secoli. Alcuni funzionari della Repubblica Popolare Cinese e molti civili cinesi lamentano ancora oggi l'occupazione forzata del territorio cinese lungo il fiume Amur da parte della Russia durante il XVIII e il XIX secolo . Gli scontri lungo l'Amur si sono ripresentati anche nel 1969, nonostante sia Mosca che Pechino avessero all'epoca governi comunisti.
I leader statunitensi hanno rinunciato a dividere i due Stati, sostenendo che il vicino confinante rappresentasse la principale minaccia. Al contrario,russi e cinesi sono giunti alla conclusione che gli Stati Uniti siano per loro la minaccia principale. Tale conclusione è particolarmente logica nel caso della Russia, dato l'approccio bellicoso e assolutamente intransigente di Washington su una serie di questioni nel corso di diversi decenni.
Gli Stati Uniti hanno però spinto la Russia all'alleanza bilaterale con la Cina nel ruolo di partner principale.
Molti analisti ritengono che Mosca gradisca poco l'essere in secondo piano rispetto alla potente Cina.
I pianificatori americani, se cambiassero rotta, potrebbero ancora indebolire il partenariato strategico Russia-Cina.
(https://www.theamericanconservative.com /by Ted Galen Carpenter,Jun7,2016)
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