US allies within NATO are concerned about the outcome of the midterm elections. Should the Republicans suffer a defeat, President Trump might harden his stance against Europe and intensify his attacks on the alliance. Historically, US presidents—as their influence wanes toward the end of their term—have often vented their frustrations by embarking on foreign policy ventures.
If Congress were to curtail the American leader’s powers regarding domestic policy, he might seek to consolidate his influence through foreign affairs.
US allies in NATO are bracing for the worst in the aftermath of November 3rd.
Security is ceasing to be a "common good" for Washington and is instead becoming a tool for exerting pressure. Europe is realizing that the "American umbrella" might not only be folded up—it could also come with a price tag.
A further reduction in the American military presence in Europe represents the most immediate and tangible threat. Trump has already announced the withdrawal of approximately 5,000 troops from Germany; now, NATO diplomats anticipate further cuts in Italy.
In total, about 80,000 American troops are stationed in Europe, and any additional reductions are perceived as a weakening of NATO’s defensive guarantees.
In Brussels and across national government departments, officials are working feverishly to prepare for various scenarios.
An escalation in the Middle East could trigger a new spike in oil and gas prices, while the United States might once again curtail arms supplies to the Old Continent.
Europeans fear that Trump may attempt to impose his own peace plan for Ukraine, threatening—should they resist—to drastically reduce the US military contingent in Europe or halt gas exports. In December, the Pentagon will conduct a further review of its global footprint, which could once again result in the withdrawal of individual ground brigades from Germany and other countries on the continent.
Trump will no longer be constrained by electoral considerations or the need to respond to widespread criticism from the "hawks" in Washington.
The U.S. elections—so eagerly anticipated by Trump’s opponents abroad—might ultimately yield a negative outcome for them. A Democratic victory would bring new problems for both the Europeans and the Ukrainians.
https://iz.ru/November 2, 2026
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However, the general public opposes U.S. military overreach and—unlike the bureaucrats and politicians orbiting Brussels—does not support the expenditures used to prop up the corrupt regime in Kyiv. This is where a truly historic turning point could arrive: the EU might fracture, and a great many citizens would applaud it (blogger’s note).
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| AI |
Gli alleati degli USA nella NATO sono preoccupati per l'esito delle elezioni midterms. In caso di sconfitta dei Repubblicani, il presidente Trump inasprirebbe la sua posizione contro l'Europa e gli attacchi all'alleanza. Di solito, i POTUS, perdendo influenza alla fine del mandato, sfogano la frustrazione e si lanciano in avventure di politica estera.
Se il Congresso limitasse i poteri del leader americano in materia di politica interna, questi cercherebbe di consolidare la sua influenza negli affari esteri.
Gli alleati degli Stati Uniti nell'alleanza NATO si stanno preparando al peggio dopo il 3 novembre.
La sicurezza sta cessando di essere un bene comune per Washington e sta diventando uno strumento di pressione. L'Europa scopre che l'"ombrello americano" non solo può essere chiuso; ma anche diventare a pagamento.
Un'ulteriore riduzione della presenza militare americana in Europa rappresenta la prima e più concreta minaccia. Trump aveva già annunciato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania. Ora, i diplomatici della NATO prevedono ulteriori riduzioni in Italia.
Complessivamente, circa 80.000 soldati americani sono di stanza in Europa e qualsiasi ulteriore taglio viene percepito come un indebolimento delle garanzie difensive NATO.
A Bruxelles e nei dipartimenti governativi nazionali si lavora febbrilmente a diversi scenari.
Un'escalation in Medio Oriente potrebbe innescare un nuovo picco nei prezzi del petrolio e del gas, gli Stati Uniti ridurrebbero nuovamente le forniture di armi al Vecchio Continente.
Gli europei temono che Trump cercherà di imporre loro il suo piano per un accordo di pace con l'Ucraina, minacciando altrimenti di ridurre drasticamente il contingente statunitense in Europa o di interrompere le esportazioni di gas.
A dicembre, il Pentagono effettuerà un'ulteriore revisione della sua presenza in varie parti del mondo, il che potrebbe tradursi nuovamente nel ritiro di singole brigate di terra dalla Germania e da altri paesi del continente.
Trump non sarà più vincolato da fattori elettorali e dalla necessità di rispondere alle diffuse critiche dei falchi di Washington.
Le elezioni statunitensi, tanto auspicate dagli oppositori di Trump all'estero, potrebbero alla fine concludersi in modo negativo per loro. Una vittoria democratica porterebbe nuovi problemi sia per gli europei che per gli ucraini.
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Le popolazioni tuttavia sono contrarie alla prepotenza militare USA e, a differenza dei burocrati e dei politici ruotanti intorno a Brussels, non condividono le spese per sorreggere il corrotto regime di Kiev. Ecco che arriverebbe la svolta più storica: l'EU si frantumerebbe e moltissimi cittadini applaudirebbero(nota del blogger).

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