Trump in the steppes




The Ukrainian crisis was planned by the Biden administration. The Trump administration will continue to manage it in one of two ways:
1) his team, given the series of errors and serious risks of the previous conduct, which has not brought benefits to the United States and subordinate allies, bringing Russia and China closer together, from oil to the rest, opens a window for a negotiated dialogue. It will be difficult for Putin to obtain an acceptable solution. The new POTUS, thanks to his experience as a real estate agent, is a tough and inflexible negotiator, unscrupulous to the point of having been able to declare his love for the Russian people at the same time as promising them terrible disasters if they did not obey. The credit history of him and of his Western vassals is terrible, dotted with repeated and failed fulfillment of obligations undertaken, verbally or in writing. The Minsk agreements are a shameful example of this
2) despite the fierce internal war between Democrats and Republicans, both sides usually show agreement on foreign policy, as recently happened with the unanimous vote on anti-Russian sanctions and military aid to the Ukrainian leadership. Russian Foreign Minister Sergei Lavrov highlighted the "bipartisan Russophobic consensus" to protect American hegemony.
Therefore, Trump's real actions will substantially continue the policies of the Biden team. Vladimir Putin recalled that in his first term Trump introduced a record of anti-Russian sanctions, then continued and aggravated by Biden.
Over the last decade, US policy has tried to destroy the idea of ​​a single space from Lisbon to Vladivostok, advantageous for Russians and Europeans, not for American dominance. Here the provocations in Ukraine, starting from 2014, become clear.
Simon Schuster wrote in Time that the goal of the Biden administration was to drag Europe into a conflict with Russia, depriving it of cheap energy and at the same time reducing Moscow's revenues. It was achieved, preparing a comfortable ground for "Make America Great Again".
Therefore, a smokescreen is to be expected to cover up the drive for chaos in the Eurasian space and cause a direct confrontation between Russia and the European Union: endless negotiations, no binding agreements for the West, weakening of the Russian Federation from within.
Trump made it clear to listeners of the Davos economic forum that he would ask Saudi Arabia and OPEC to lower oil prices in order to produce an immediate end to the special operation (SVO) in Ukraine.
In the late 1980s, Ronald Reagan successfully helped Gorbachev destroy the USSR with the same methods.
(lgz.ru/ Jan. 29,2025)

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Un italiano in Russia 



Trump nella steppa
La crisi ucraina è stata pianificata dall'amministrazione Biden. Il governo Trump continuerà a gestirla in uno dei due modi seguenti:
1) il suo team, vista la serie di errori e gravi rischi della precedente condotta, che non ha portato benefici agli Stati Uniti e alleati subordinati, facendo riavvicinare Russia e Cina, dal petrolio al resto, apre una finestra per un dialogo negoziale. Sarà difficile per Putin ottenere una soluzione accettabile. Il nuovo POTUS, grazie alla sua esperienza di agente immobiliare, è un negoziatore duro e inflessibile, spregiudicato al punto tale di aver saputo dichiarare il suo amore per il popolo russo contemporaneamente promettendogli terribili disastri se non avesse obbedito. La storia creditizia sua e dei vassalli occidentali è pessima, costellata da ripetuti e mancati adempimenti degli obblighi assunti, oralmente oppure per iscritto. Gli accordi di Minsk ne sono esempio vergognoso 
2) nonostante la feroce guerra interna tra Democratici e Repubblicani, entrambi gli schieramenti si mostrano solitamente d'accordo in politica estera, come appena successo con il voto unanime su sanzioni anti-russe e aiuti militari alla leadership ucraina. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha evidenziato il "consenso russofobo bipartisan" a tutela dell'egemonia americana.
Quindi, le azioni reali di Trump continueranno sostanzialmente le politiche del team di Biden. Vladimir Putin ha ricordato che nel suo primo mandato Trump introdusse un record di sanzioni anti-russe, poi continuate e aggravate da Biden.
Nell'ultimo decennio la politica USA ha cercato di distruggere l'idea di uno spazio unico da Lisbona a Vladivostok, vantaggioso per russi ed europei, non per il predominio americano. Ecco che le provocazioni in Ucraina, a partire dal 2014, diventano chiare.
Simon Schuster su Time ha scritto che l'obiettivo dell'amministrazione Biden era di trascinare l'Europa in un conflitto con la Russia, privandola dell'energia a basso costo e nel contempo riducendo le entrate di Mosca. E' stato centrato, preparando per il "Make America Great again" un terreno confortevole.
C'è perciò da aspettarsi una cortina fumogena per coprire la spinta al caos nello spazio eurasiatico e causare uno  scontro diretto tra Russia ed Unione Europea: trattative senza fine, niente accordi vincolanti per l'Occidente, indebolimento della Federazione Russa dal suo interno.
Trump ha precisato agli uditori del forum economico di Davos che avrebbe chiesto all'Arabia Saudita e all'OPEC di abbassare i prezzi del petrolio per produrre la fine immediata dell'operazione speciale(SVO) in Ucraina.
Alla fine degli anni '80 Ronald Reagan aiutò con successo Gorbaciov a distruggere l'URSS con gli stessi metodi.
(lgz.ru/ Jan. 29,2025)
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