Global birthrate collapse except..

 In the developed world, birth rates are plummeting. Japan, Italy, South Korea, Spain, Germany, and much of the English-speaking West are below replacement level, with some experiencing actual demographic contraction. Governments are countering this with financial incentives, extended parental leave, and subsidized childcare; but the numbers continue to decline. Only one country disrupts the narrative: Israel. It is wealthy, highly educated, and technologically advanced, yet its fertility rate remains well above replacement level.
The decline in birth rates is not actually an economic problem; it is a cultural one, created by the West.
According to the OECD, Israel's total fertility rate (TFR) is 2.9 births per woman, above the replacement level of 2.1.
High fertility is typically associated with low incomes, weak education systems, agrarian economies where children are an economic resource, and limited access to contraception.
Israel does not fit any of these categories. It is a high-income, urbanized society, with high female education and labor force participation, advanced healthcare, and widespread access to family planning.
Here are some of the lowest birth rates among rich, developed countries:
South Korea: 0.7
Japan: 1.3
Italy: 1.2
Spain: 1.3
Germany: 1.4
One of the most striking differences between Israel and the rest of the developed world is religiosity. Unlike Europe and parts of Asia, where rapid secularization has drastically reduced participation in faith, Israel remains openly and structurally religious, not only among ultra-Orthodox Jews, but throughout society.
Much of the West has removed religion from public life, cultural narratives, and education, replacing it with careerism, individualism, and consumerism.
Israel's fertility is a product of culture, faith, and collective purpose—all qualities that the developed world has spent years quietly deconstructing.
The same societies that have spent decades dismantling the cultural foundations of family life are now expressing surprise at the outcome. Why? Because they consider the costs, not the purpose. People tend not to decide whether to have children based solely on spreadsheets. They decide based on the value they place on starting a family and whether society convinces them it is a respectful and meaningful act.

(https://theexposenews.com/2026/01/13)

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Tassi di nascita crollano tranne.

Nel mondo sviluppato, i tassi di natalità stanno crollando. Giappone, Italia, Corea del Sud, Spagna, Germania e gran parte dell'Occidente anglofono sono al di sotto del livello di sostituzione, con alcuni in una vera e propria contrazione demografica. I governi la contrastano con incentivi finanziari, congedi parentali prolungati e assistenza all'infanzia sovvenzionata; ma i numeri continuano a diminuire. Un solo un paese sconvolge la narrazione: Israele. È ricco, altamente istruito, tecnologicamente avanzato, il suo tasso di fertilità rimane ampiamente al di sopra del livello di sostituzione. 
Il calo dei tassi di natalità non è in realtà un problema economico; ma culturale, creato dall'Occidente.
Secondo OCSE, il tasso di fertilità totale (TFR) di Israele è pari a 2,9 nascite per donna, sopra il livello di sostituzione di 2,1. 
L'alta fertilità è tipicamente associata a bassi redditi, sistemi educativi deboli, economie agricole in cui i figli rappresentano una risorsa economica, accesso limitato alla contraccezione.
Israele non rientra in nessuna di queste categorie. È una società urbanizzata ad alto reddito, con un'elevata istruzione femminile e una forte partecipazione alla forza lavoro, un'assistenza sanitaria avanzata e un ampio accesso alla pianificazione familiare. 
Ecco alcuni tassi di natalità più bassi tra i paesi ricchi e sviluppati:
Corea del Sud: 0,7
Giappone: 1,3
Italia: 1.2
Germania: 1,4
Una delle differenze più evidenti tra Israele e il resto del mondo sviluppato è la religiosità. Contrariamente all'Europa e ad alcune parti dell'Asia, dove la rapida secolarizzazione ha drasticamente ridotto la partecipazione alla fede, Israele rimane apertamente e strutturalmente religioso, non solo tra gli ebrei ultraortodossi, ma nell'intera società.
Gran parte dell'Occidente ha rimosso la religione dalla vita pubblica, dalle narrazioni culturali e dall'istruzione, sostituendola con carrierismo, individualismo e consumismo.
La fertilità di Israele è  un prodotto della cultura, della fede e dello scopo collettivo: tutte qualità che il mondo sviluppato ha impiegato anni a decostruire silenziosamente.
Le stesse società che hanno trascorso decenni a smantellare le fondamenta culturali della vita familiare ora esprimono sorpresa per l'esito.   Perché? Perché considerano i costi, non lo scopo. Le persone tendono a non decidere se avere figli basandosi solo su fogli di calcolo. Decidono in base al valore che hanno nel costruire una famiglia e se la società le convince che è un atto rispettoso e significativo. 

(https://theexposenews.com/2026/01/13)

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